Quando i media prendono il sopravvento – una minaccia crescente per i giovani
I media digitali sono diventati parte integrante della vita quotidiana. Smartphone, social network, giochi online e servizi di streaming offrono numerosi vantaggi: mettono in contatto le persone, forniscono informazioni e creano opportunità di apprendimento e comunicazione. Tuttavia, quando il consumo dei media diventa eccessivo o incontrollato, può trasformarsi in una grave minaccia, specialmente per i giovani. Si tratta di un problema che genitori, educatori e chiese non dovrebbero trascurare.
Il pericolo non risiede semplicemente nel numero di ore trascorse davanti a uno schermo. Riguarda anche ciò che un uso eccessivo dei media può gradualmente sostituire: conversazioni significative, attività fisica, amicizie, vita familiare, riposo e momenti di tranquilla riflessione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità avverte che gli ambienti digitali possono influire sulla salute mentale dei giovani sia in modo positivo che negativo, con l’uso eccessivo, il cyberbullismo, i contenuti dannosi e l’isolamento tra i potenziali rischi.
Quando la connessione porta all’isolamento
Uno dei grandi paradossi della nostra era digitale è che i giovani possono essere costantemente connessi e tuttavia sempre più isolati. Un adolescente può avere centinaia di contatti online pur avendo poche persone con cui condividere faccia a faccia le proprie paure, delusioni o difficoltà personali.
L’interazione online può creare l’impressione di appartenenza senza necessariamente fornire la profondità delle relazioni autentiche. Quando la comunicazione virtuale sostituisce gli incontri reali, i giovani possono chiudersi ancora di più nel mondo digitale. Ciò può creare un circolo vizioso: la solitudine li spinge verso i social media, mentre un’eccessiva attività online può indebolire proprio quelle relazioni che avrebbero potuto aiutarli a superare la loro solitudine.
La lotta per l’autostima
Un’altra grave conseguenza è la perdita di autostima. I social media presentano spesso immagini accuratamente selezionate delle vite altrui: il loro aspetto, i successi, i beni materiali, le amicizie e una felicità apparentemente infinita. I giovani potrebbero confrontare queste immagini idealizzate con le loro vite ordinarie e concludere di non essere, in qualche modo, abbastanza bravi.
La ricerca costante di “mi piace”, commenti e approvazione può far dipendere il valore personale dalle reazioni degli altri. Una ricerca esaminata dall’OMS identifica il confronto sociale, le preoccupazioni relative all’aspetto fisico, la ricerca di feedback e l’autostima tra i fattori importanti nella relazione tra l’uso dei social media e il benessere dei giovani.
I genitori non possono semplicemente distogliere lo sguardo
I genitori hanno una responsabilità cruciale. Non basta fornire a un bambino uno smartphone e sperare che impari a usarlo in modo responsabile. I bambini e gli adolescenti hanno bisogno di guida, di limiti e, soprattutto, di genitori disposti a parlare con loro della loro vita digitale.
Ciò non significa vietare del tutto la tecnologia. Piuttosto, i genitori dovrebbero interessarsi attivamente a ciò che i propri figli guardano, con chi comunicano e quanto tempo trascorrono online. Stabilire limiti ragionevoli, creare periodi senza schermo e dare essi stessi l’esempio di sane abitudini digitali può fare una differenza importante. L’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) identifica specificamente l’interesse dei genitori, le discussioni aperte in famiglia, i limiti condivisi e l’esempio positivo dei genitori come fattori protettivi.
- Testo: Salvatore Farinato - Articolo scritto originalmente in francese per due gruppi biblici francofoni.
- Fonte: © Risorsecristiane.ch
- Traduzione: Tina Ranalli
- Upload: Stefano Marano
