Quando le batterie sono scariche
Per evitare un burnout è necessario trovare il giusto equilibrio fra il lavoro e la vita privata – un processo di autogestione che dura una vita e che presenta priorità differenti nelle varie fasi dell’esistenza. L’autore ha attraversato lui stesso un periodo di burnout nella sua carriera e sa di cosa parla e scrive.
Burnout: riconoscere tempestivamente i sintomi.
"Un burnout spesso è accompagnato da un senso quasi insopportabile di demotivazione e disperazione". Dato che una grave stanchezza e il lavoro eccessivo consumano le forze, i collaboratori più impegnati e laboriosi spesso corrono un rischio maggiore di bruciare tutte le proprie energie. Tuttavia non è inevitabile che si giunga a tanto, basta riconoscere in tempo gli indizi e tirare il freno. C’è per esempio la capacità di rigenerarsi che diminuisce gradualmente e in maniera quasi impercettibile. L’alternanza di sentimenti positivi e negativi toglie il sonno. Chi è aggravato dai sensi di colpa, che lo accusano di non essere più all’altezza del compito, si sente sempre più vuoto interiormente. La ricerca di un sano equilibrio fra il lavoro e la vita privata deve iniziare con una riflessione su se stessi e un inventario della propria vita fino a questo momento, in cui si esamina con senso critico le proprie priorità, gli obiettivi, i valori e i desideri:
- Che cosa determina le mie azioni?
- Che cosa considero davvero importante?
- Che cosa sto trascurando?
Il primo passo: fare un bilancio
Un bilancio della situazione presente comprende, fra l’altro, i seguenti interrogativi:
- Quanto tempo dedico a me stesso, a cose che considero importanti?
- Quanto tempo e partecipazione intima riesco a dedicare ai contatti sociali all'interno della mia famiglia, nella cerchia di amici e conoscenti, per un dialogo personale, e non centrato sul lavoro, con colleghi o collaboratori?
- Quanti colloqui e contatti in fondo sono stati motivati solo dal senso del dovere?
- Il mio partner riceve ancora l’attenzione che lui o lei e il nostro rapporto comune meritano?
Il secondo passo: la valutazione
Il coach Ruedi Josuran ha vissuto un burnout in prima persona. Nel secondo passo si valutano i risultati dell’analisi della condizione presente. Possibili domande sono:
- Qual è il settore della mia vita che al momento mi costa più tempo ed energia?
- È anche il settore che considero più importante? Che cosa ne pensano le persone che mi stanno vicine e che sono importanti per me?
- Come si influenzano reciprocamente i vari settori della mia vita?
- Che cosa sto attualmente trascurando nella mia vita? È cambiato qualcosa nel mio modo di valutare? Se si, perché?
La valutazione di questi interrogativi porta inevitabilmente ad affrontare domande sul senso delle cose:
- Che cosa dà, a mio parere, un senso alla mia vita?
- Che cosa è davvero importante per me?
- Come considero i successi e gli insuccessi?
- Esistono cose o settori che finora ho sopravvalutato?
L'update
Come succede per i programmi software, anche per il programma della propria vita è necessario eseguire regolarmente un’attualizzazione. È consigliabile ripetere l’analisi della condizione presente e la valutazione una volta per trimestre, se non altro nei primi tempi dopo che si è preso un nuovo indirizzo, e chiedersi:
- la via intrapresa è valida?
- le priorità personali nel frattempo sono cambiate?
- sono necessarie delle mete nuove?
