“Infatti, sono persuaso che né la morte né la vita, né gli angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.” (Romani 8,38-39)
Chi non conosce le prove della vita? Chi di noi non ha mai gridato a Dio come Davide nei versetti di seguito riportati? Conservare la fede nell’amore di Dio è particolarmente difficile quando le prove si sommano o si protraggono a lungo e nulla sembra poterle fermare. Abbiamo pregato, abbiamo gridato a Dio: «O Dio, intervieni! Sono esausto. C’è una via d’uscita da questo lungo, buio tunnel in cui mi trovo da così tanto tempo? Quando vedrò finalmente la luce alla fine del tunnel?» E nulla cambia. «Fino a quando, Signore? Non senti il mio grido? Ti sei dimenticato di me?»
Nel Salmo 13,2-3 Davide esclama: «Fino a quando, Signore, mi dimenticherai? Sarà forse per sempre? Fino a quando mi nasconderai il tuo volto? Fino a quando avrò l’ansia nell’anima e l’affanno nel cuore tutto il giorno? Fino a quando s’innalzerà il nemico su di me?»
Alcune situazioni sono così difficili che a volte non ci sono soluzioni umane: malattie incurabili, figli tossicodipendenti o criminali, violenza domestica, divorzio, disoccupazione, avversità.
Tanta sofferenza e tanta preoccupazione, eppure cosa dice Davide subito dopo nello stesso salmo, al versetto 6: «Confido nella tua bontà, il mio cuore gioirà per la tua salvezza; io canterò al Signore perché mi ha fatto del bene».
Oppure Geremia in questo altro passo della Bibbia:
“Ricordati della mia afflizione, della mia vita raminga, dell'assenzio e dell'amarezza! L'anima mia se ne ricorda del continuo, e n'è abbattuta dentro di me. Questo voglio richiamarmi alla mente, per questo voglio sperare:
È una grazia dell'Eterno che non siamo stati interamente distrutti; poiché le sue compassioni non sono esaurite; si rinnovano ogni mattina. Grande è la tua fedeltà! 'L'Eterno è la mia parte', dice l'anima mia, 'perciò spererò in lui.
L'Eterno è buono per quelli che sperano in lui, per l'anima che lo cerca. Buona cosa è aspettare in silenzio la salvezza dell'Eterno. “ Lamentazioni 3,19–26
Davide e Geremia trovarono la soluzione: decisero di confidare in Dio. Colui che ci dona la salvezza ci abbandonerebbe mai? Gesù ci ha redenti con la sua vita; non ci dimenticherà mai.
In queste situazioni difficili abbiamo una scelta: possiamo perderci all’infinito nel nostro dolore, concentrarci solo sulla prova e rimanere abbattuti e scoraggiati, ma possiamo anche alzare la testa e confidare nella bontà e nell’amore di Dio. Possiamo cantare, come Davide, della misericordia del Signore.
«I giusti gridano, il Signore li ascolta e li libera da tutte le loro disgrazie.»
Salmo 34,17
«Molte sono le afflizioni del giusto, ma il Signore lo libera da tutte.» Salmo 34,19
Se stai attraversando un periodo difficile, se hai già provato di tutto e ti sembra che il cielo sia chiuso, allora sii fiducioso: Dio ti ama. Non ti abbandonerà mai, e come dopo la notte sorge sempre il mattino, così anche il tuo periodo di sofferenza avrà fine; Egli ascolterà le tue grida di disperazione. Egli non ha detto che ci libera dalle prove solo A VOLTE, ma che ci libera SEMPRE.
Egli non permette che siamo messi alla prova oltre le nostre forze. Vuole darci degli insegnamenti attraverso le situazioni che viviamo: esse non sono lì per distruggerci, ma per farci crescere nella fede.
Sì, come viene affermato in Romani 8,38-39:
Nulla e nessuno può separarci dall'amore di Dio, perché Egli ci ama con un amore così grande, forte e incondizionato e veglia su di noi come un padre sui propri figli. Egli accorre in tuo aiuto; non ti abbandonerà mai. Amen!
