Il dibattito tra scienza e fede va avanti ormai da secoli. Si sostiene ripetutamente che la scienza abbia ormai dimostrato da tempo che Dio non esiste. Si ritiene che tutto possa essere spiegato in termini naturali. Le scienze naturali conoscono le leggi e le interrelazioni. L’evoluzione potrebbe spiegarci come è nata la vita. Non avremmo bisogno di Dio. Alcuni anni fa si è tenuto persino un dibattito pubblico su questo tema tra Richard Dawkins (autore del libro L’illusione di Dio) e John Lennox, un matematico di fama e apologeta cristiano.
Isaac Newton fu un importante scienziato nella seconda metà del XVII secolo e all’inizio del XVIII secolo. Si occupò della propagazione della luce e individuò il dualismo onda-particella. A lui si deve l’invenzione del telescopio a specchio, con il quale studiò le orbite dei pianeti attorno al Sole. È famosa in tutto il mondo la storia secondo cui Newton, seduto sotto un melo, vide una mela cadergli sulla testa e poi a terra davanti a lui. Questo episodio fu lo spunto per i suoi studi sulla gravità. Fu il primo a descrivere i fenomeni di attrazione tra due masse e riuscì anche a calcolarli con precisione. In riconoscimento dei suoi meriti scientifici, fu nominato presidente della Royal Society, la più importante istituzione scientifica dell’Europa dell’epoca.
Per Newton era naturale indagare sulla creazione di Dio. Ovunque riconosceva la saggezza di Dio. In particolare nella gravità, in quanto forza determinante per le orbite planetarie, vedeva il genio di Dio. La seguente frase mostra la sua profonda convinzione della realtà di Dio: «Chi si occupa di fisica in modo superficiale può credere in Dio. Chi la pensa fino in fondo, deve credere in Dio». Questo vale anche oggi.
Newton non considerava quindi la scienza una minaccia per la fede. Al contrario, riteneva che lo studio approfondito della natura potesse condurre a una maggiore ammirazione per il suo Creatore. Per lui, scoprire le leggi che regolano l’universo significava anche riconoscere l’ordine e la razionalità presenti nella creazione. La sua vita dimostra che essere un grande scienziato e credere fermamente in Dio non sono due posizioni contraddittorie.
La scienza può descrivere molti dei fenomeni che osserviamo e spiegare come funzionano le leggi della natura. Ma rimangono domande più profonde alle quali le formule e gli esperimenti non possono dare una risposta definitiva: perché esiste qualcosa invece del nulla? Perché l’universo è governato da leggi così precise? E da dove provengono la ragione e la capacità dell’uomo di comprendere queste leggi? Anche oggi queste domande invitano a riflettere sul rapporto tra scienza e fede.
- Fonte: © https://podcast.lebenistmehr.de/2120778/episodes/19562419-wer-hatte-das-gedacht
- Autore: Bernhard Volkmann
- Redazione e adattamento: Salvatore Farinato
- Upload: Stefano Marano

